20 Gennaio 1770 – I Mozart a Cremona

Esattamente 250 anni fa, il 20 Gennaio del 1770,  il giovane Mozart accompagnato da suo padre Leopold giunse a Cremona. Tutto era dipeso dalle condizioni del tempo, come scrive lo stesso Leopold in una lettera a sua moglie, rimasta a Salisburgo:

«se il tempo è freddo e le strade sono gelate, passeremo per Cremona; se il tempo è caldo e quindi le strade sono cattive, dovremo passare per Brescia»;

una volta giunti a Cremona i Mozart, seduti in uno dei palchi del vecchio Teatro Nazari, assistettero alla Clemenza di Tito che il giovane Wolfgang, aveva solo quattordici anni, ebbe modo di commentare con queste parole,  divertite e forse per noi sorprendenti, in una lettera alla sorella Nannerl:

«A Cremona l’orchestra è buona e il primo violino si chiama Spagnoletto. Prima donna: non male, abbastanza vecchia, credo, e brutta; non canta così bene come recita; è la moglie di un violinista dell’opera e si chiama Masi. L’opera si intitola: La clemenza di Tito. Seconda donna: non male sulla scena, giovane, ma nulla di straordinario. Primo huomo, musico, Cicognani. Una voce graziosa e un bel cantabile. I due altri castrati, giovani e passabili. Il tenore si chiama: non lo so. Ha un aspetto in sè gradevole, assomiglia molto a Le Roi di Vienna che è venuto da Lehmann. Ballerino primo: bravo; ballerina prima: brava e spaventosamente brutta. C’era anche una ballerina che ha danzato per niente male e che – quale capod’opera! non è male nè fuori dal teatro, nè sulla scena. Gli altri , come sempre. C’era inoltre un ballerino grottesco, che mollava un peto ad ogni salto! [..]».

Citazioni tratte dal primo tomo di Tutte le lettere di Mozart, Zecchini Editore.