Paolo Colagrande all’Astoria con “La vita dispari”

16 Marzo 2019 –  Alle ore 17.30 di sabato 16 Marzo, presso l’Hotel Astoria, avverrà la presentazione del libro La vita dispari, pubblicato recentemente da Einaudi. A dialogare con Paolo Colagrande, il critico letterario Claudio Ardigò. L’evento è un’ anteprima della Fiera del Libro, in svolgimento come di consueto in primavera a Cremona.

La_vita_dispariPaolo Colagrande è nato a Piacenza nel 1960. Ha pubblicato i romanzi: Fídeg (Alet 2007, Premio Campiello Opera Prima, finalista Premio Viareggio), Kammerspiel (Alet 2008), Dioblú (Rizzoli 2010), Senti le rane (nottetempo 2015, Premio Campiello Selezione Giuria dei Letterati). Per Einaudi ha pubblicato La vita dispari (2019).

A proposito di “La vita dispari” Claudio Ardigò spiega: «La vita come mistero. Dispari è l’ordine del disordine di una storia.
La vita dispari è come un grande albero, che allunga i rami verso il cielo, verso i ricordi, e le storie più fantastiche, ma sta ben piantato nella terra, nell’ amore per il popolare, il sogno, la storia degli umili dei semplici.
La sua forza è nello stare saldo non temere nessun vento, ne il tempo, regalando frutti splendidi, amati o indigesti per tutti attraverso le emozioni di la vita dispari.
Paolo Colagrande con questo romanzo ci aiuta a leggere la  pagina di quel libro che è la vita che non riusciamo a capire, la più bianca, la più inutile mentre invece è quella per cui tutto è stato scritto. L’autore raccoglie pagine e pagine di vita, eliminando il troppo dolore, la futilità i particolari superflui tanto sa che torneranno nella mente del lettore e dell’autore.
Un romanzo che è una sfida per scoprire nuovi buoni lettori, rari quasi come Paolo Colagrande sicuramente un buon scrittore».

Paolo Colagrande compie un prodigio, perché in queste pagine – dove Gianni Celati incontra Woody Allen – il godimento vivissimo di una scrittura straordinaria va a braccetto con un’allegria contagiosa. La «vita dispari» è quella che – ridendo di noi stessi – conduciamo tutti noi a qualsiasi età quando tentiamo di indovinare la parte mancante delle cose.

Buttarelli legge il mondo come un libro a cui mancano le pagine pari o, se ci sono, rimangono indecifrabili. La sua vita, oscurata per metà e ristretta nello spazio elementare di una stanza e di una strada, è un tragicomico susseguirsi di inciampi e di intuizioni, di vessazioni e di casualità. Quando Buttarelli scompare – e intorno alla sua figura si crea un alone di mistero – non resta che raccogliere, per tentare di fare un po’ di chiarezza o forse per aumentare la confusione, la testimonianza del suo amico nullafacente Gualtieri. Ecco che allora si snoda una trama di malintesi e incastri rovinosi, sempre all’insegna del paradosso: la silenziosa guerra con la preside Maribèl, la passione per Eustrella, il fidanzamento simultaneo con otto – otto – compagne di scuola, gli strambi insegnamenti esistenziali impartitigli dal padre putativo, il matrimonio con Ciarma, l’infatuazione per una certa Berengaria. «Buttarelli provava a fare quello che vedeva fare agli altri, con enorme fatica. A volte riusciva a reggere la parte per un tratto breve, ma era come se a un certo punto si ritrovasse nel fitto di un bosco senza piú il sentiero tracciato, e allora era piú prudente tornare indietro». Il mondo, visto dagli occhi di Paolo Colagrande, è un posto in cui l’uomo è stato messo per sbaglio. O per far ridere qualcuno che, di nascosto e da lontano, lo sta osservando.

 

La vita dispari è la pirotecnica, profonda ed esilarante parabola umana di un ragazzino che vede solo una metà del mondo, destinato a diventare un adulto che vive solo a metà. E se metà fosse meglio di tutto?