Torna in scena “Il Negromante” di Ludovico Ariosto

25 Novembre – Presso il Teatro Monteverdi torna in scena la commedia Il Negromante di Ludovico Ariosto, completata nella sua stesura definitiva nel 1535.

La scena si svolge a Cremona….lo scrive lo stesso Ariosto,  e la commedia racconta le vicende di un mago impostore che si prende gioco dei creduloni.

La città è spesso nominata sin dal Prologo che vi proponiamo qui di sotto.

Domenica 25 Novembre alla ore 17.00 presso il Teatro Monteverdi. Ingresso Libero

Il_negromante_Cremona

PROLOGO

Più non vi parrà udir cosa impossibile,
Se sentirete che le fiere e gli arbori,
Di contrada in contrada, Orfeo seguivano;
E che Anfione in Grecia, e in Frigia Apolline
Cantando, in tanta foia i sassi poseno,
Che adosso l’uno all’altro si montavano
(Come qui molti volentier farebbono,
Se fusse lor concesso), e se ne cinseno
Di mura Tebe e la città di Priamo;
Poi che qui troverete Cremona essere
Oggi venuta intera col suo populo;
Et è questa ove io sono, e qui cominciano
Le sue confine, e un miglio in là si stendono.
So che alcuni diranno ch’ella è simile,
E forse ancora ch’ella è la medesima
Che fu detta Ferrara, recitandosi
La Lena; ma avvertite e ricordatevi
Che gli è da carnoval, che si travestono
Le persone; e le fogge, ch’oggi portano
Questi, fur ier di quegli altri, e darannole
Domane ad’altri; et essi alcun altro abito,
Ch’oggi ha alcun altro, doman vestirannosi
Questa è Cremona, come, ho detto, nobile
Città di Lombardia, che comparitavi
È inanzi con le vesti e con la maschera
Che già portò Ferrara, recitandosi
La Lena. Parmi che vorreste intendere
La causa che l’ha qui condotta: dicovi
Chiar ch’io nol so, come chi poco studia?
Spiar le cose che non mi appertengono.
S’avete volontà pur d’informarvene,
Sono in piazza alcun’ banchi, alcuni fondachi,
Alcune speziarie, che mi par ch’abbiano
Poche faccende, dove si riducono
Questi che cercan nuove, e sol intendono
Ciò che in Vinegia e ciò che in Roma s’ordina,
Se Francia o Spagna abbia condutti i Svizzeri,
O pur i Lanzchenech al suo stipendio.
Questi san tutte le cose che occorrono
Di fuor; ma quelle che lor più appertengono,
Che fan le mogli, che fan l’altre femine
Di casa, mentre essi stan quivi a battere
Il becco, non san forse, e non si curano
Di saper. Questi vi potranno rendere
Conto di quanto cercate d’intendere
De la venuta di Cremona: io dirvene
Altro non so, se non ch’ella, per esservi
Più grata, ci ha arrecata una comedia
Nuova, la quale Il Negromante nomina
Ora non vi parrà già più miracolo.
Che sia venuta qui, che già giudicio
Fate che ‘l Negromante de la fabula
L’abbia fatta portar per l’aria ai diavoli;
Che quando anco così fosse, miracolo
Saria però. Questa nuova comedia
Dic’ella aver avuta dal medesimo
Autor, da chi Ferrara ebbe di prossimo
La Lena; e già son quindici anni o sedici
Ch’ella ebbe La Cassaria e Li Suppositi.
Oh Dio, con quanta fretta gli anni volano
Non aspettate argomento nel prologo,
Che farlo sempre dinanzi fastidia.
Il varïare, e qualche volta metterlo
Di dietro, giovar suol; ne la comedia
Dico. S’alcuno è, che pur lo desideri
Aver or ora, può in un tratto correre
Al special qui di corte, e farsel mettere,
Che sempre ha schizzi e decozioni in ordine.