Ti racconto Mina – Una mostra

locandina-minaFino al 31 Dicembre 2018 – «Nella prestigiosa sede di Palazzo Comunale, la casa di tutti i cremonesi, nella sala che per tanti anni ha ospitato i preziosi violini della collezione comunale, da oggi [2 Agosto] è visitabile l’allestimento Ti racconto Mina dedicato a questa grande della canzone che ha portato il nome di Cremona in ogni parte del mondo. Presente tra gli altri, accanto al Sindaco Gianluca Galimberti e all’Assessore al Turismo Barbara Manfredini il maestro Renzo Donzelli degli “Happy Boys” che lanciarono nel mondo della canzone la giovane Mina Mazzini.
L’esposizione rimarrà aperta fino al 31 dicembre 2018 e sarà visitabile negli orari di apertura di Palazzo comunale.
L’infanzia, gli anni cremonesi, gli esordi, la carriera, gli amori, l’ultimo concerto e lo straordinario rapporto con Mauro Balletti: l’allestimento Ti racconto Mina gira attorno a questi momenti salienti della storia umana ed artistica di Anna Maria Mazzini. Una postazione multimediale e alcuni totem permettono al visitatore di riscoprire soprattutto com’era Mina da bambina e da ragazza, prima del suo debutto sul palco di Rivarolo del Re, il 24 settembre di sessant’anni fa. Il Comune di Cremona, «La Provincia» e PubliA, nell’ambito del progetto Cremona canta Mina, celebrano l’anniversario dei 60 anni di carriera dell’artista raccontandola attraverso il materiale d’archivio del giornale La Provincia di Cremona.
Nata a Busto Arsizio nel 1940 da famiglia cremonese e arrivata tre anni dopo all’ombra del Torrazzo, Mina è una delle più grandi cantanti di tutti i tempi grazie a una voce unica, che il tempo non ha intaccato, oltre che alla sua capacità di sperimentare e di reinventarsi sempre di album in album. Dal 1978 Mina ha chiuso con i concerti dal vivo e con le esibizioni sia televisive che radiofoniche, mantenendo però il suo rapporto con il pubblico. Ogni anno, infatti, esce un suo nuovo album di inediti, che spaziano di volta in volta dal pop al jazz, dalla canzone napoletana alla bossa nova, dalla musica sacra alla rivisitazione di grandi standard internazionali».

Testo tratto dal comunicato stampa